Proposta educativa – settembre 2018

MESE DI SETTEMBRE

OBIETTIVI:

Il mese di settembre è interamente dedicato

  1. al rientro: riprendere il ritmo della scuola non è automatico per i bambini e le educatrici devono riallacciare i fili della relazione concedendosi il tempo di osservare, di riproporsi e di progettare nuovi spazi e tempi educativi in risposta alle rinnovate esigenze dei piccoli.
  2. all’introduzione di piccoli rituali che rimarranno stabili nel corso dell’anno scolastico e che rappresentano per i bambini il senso della continuità e dell’appartenenza
  3. al riproporre il delicato tema delle regole affinché queste vengano percepite dal bambino come un modo per stare bene con se stessi e con gli altri
  4. all’inserimento graduale dei piccoli creando un clima accogliente e fin da subito socializzante.
PROPOSTE EDUCATIVE DI SEZIONE

La scuola viene pensata come una grande comunità: tutti gli spazi e i tempi sono messi a disposizione del bambino orientandolo a muoversi con sicurezza dentro punti di riferimento stabili.

Lo spazio della sezione rappresenta in tal senso il luogo dell’appartenenza dal quale il bambino sarà gradualmente invitato a uscire verso altri ambienti dove, più avanti nel corso dell’anno, troverà proposte diversificate: i laboratori.

In vista di questi obiettivi la giornata del bambino viene da subito scandita secondo ritmi precisi.

Giornata tipo

Dalle 8 alle 9 viene curato l’ingresso: i bambini hanno a disposizione tre ambienti di accoglienza:

  • il salone della psicomotricità per il gioco di movimento;
  • la saletta del disegno collettivo, dei giochi a tavolino e del teatro dei burattini;
  • la sala al piano superiore dove, in due ambienti comunicanti, i bambini possono scegliere tra l’attività di disegno e di decorazione individuale, l’angolo della lettura, e dei giochi di progettazione.

La suddivisione degli ambienti offre al bambino

  • La possibilità di avviare la giornata scolastica scegliendo liberamente tra le attività proposte
  • L’opportunità di prendere contatto con tutte le educatrici presenti nella scuola e di considerarle come referenti significativi
  • L’occasione per sperimentare dinamiche relazionali con bambini che non sono compagni di sezione, ma che vengono percepiti come presenze costanti nella sua giornata.

La scelta delle attività proposte in ciascun ambiente:

  • Il movimento: la corsa, il salto, i tuffi nell’ angolo morbido del salone della psicomotricità vengono alternati, a seconda delle esigenze, con il movimento più strutturato: la corsa controllata dentro i cerchi; lo slalom tra i mattoncini, la prova della corda che progressivamente si alza, il rotolare sui blocchi della psicomotricità.  Il movimento rappresenta per il bambino una modalità privilegiata di espressione di sé, la possibilità di canalizzare l’energia e di sciogliere tensioni accumulate.
  • Il disegno collettivo: Su un grande cartellone viene proposto dalle educatrici un tema tradotto graficamente: la casa, il giardino, la scuola, il mare etc. Dopo aver avvicinato il bambino, attraverso il dialogo al contesto del tema, lo si invita a dare il suo contributo grafico: ogni bambino aggiunge al un particolare finché ne esce un “insospettabile” quadro generale.  Questa attività consente al bambino di aprirsi alla prospettiva degli altri, di adeguarsi ai contenuti, ma anche di apportare il proprio contributo in termini di creatività.
  • Gioco a tavolino: consente ai bambini che desiderano progettare, creare contesti, costruire, incastrare, classificare e seriare di farlo con tranquillità sedendosi con il compagno/a per il piacere di “fare insieme”
  • Gioco dei burattini: il piccolo teatro favorisce l’espressività linguistica
  • Il disegno e la coloritura individuale: ai bambini è offerta la possibilità di lavorare individualmente attraverso l’espressione grafica e la  coloritura. Alcuni bambini sentono la necessità di seguire i propri pensieri e tradurli con forme e colori senza essere disturbati rivendicando il diritto a stare con se stessi prima di entrare in contatto con gli altri

Alle 9 tutti i bambini si recano in sezione. Le attività vengono aperte con il rito del  “circle time” o “tempo del cerchio” e della regolazione degli stimoli che i bambini chiamano “ipostimolazione”.

L’ “ipostimolazione” consiste nell’abbassare la tensione degli stimoli: suoni, colori, percezioni forti. Si chiede ai bambini di creare il silenzio e di concentrarsi sulla respirazione profonda. Seguono esercizi di movimento armonico di braccia e gambe, tensione e contrazione muscolare sulle note di un piccolo racconto-guida. Si propongono posizioni di raccoglimento e di concentrazione (la tigre arrabbiata e la tigre rilassata; la tartaruga) che verranno incrementate e variate nel corso dell’anno. Si chiude infine con la respirazione profonda.

Il “circle time”: i bambini in cerchio si guardano, si rendono conto di chi è assente, e a turno si raccontano. La conversazione viene stimolata in modo tale che tutti possano esprimersi. Si fa memoria sugli incarichi assegnati e si chiude questo momento con la condivisione della frutta. Il momento del cerchio viene ripreso, a seconda delle necessità in altri momenti della giornata. Quello che si fa in cerchio segue due criteri: la ritualità e la variazione di tema.

Alle 9.45 circa i bambini vengono seguiti a piccoli gruppi su:

  • Giochi di sezione: si riprende contatto con i giochi, con  il loro corretto utilizzo e con il riordino
  • Attività artistiche suggerite nel circle time
  • Memoria delle Regole

Alle 10.30 circa: attività sull’apprendimento delle regole mediante simulazione e contesto di gioco. Esercizi di LOGICA AGITA (Agazzi)

L’attività precedente viene dilazionata, se è possibile, per consentire ai bambini il gioco libero all’ aperto. Le giornate di sole e la disponibilità del giardino o del cortile sono un  potente richiamo per i bambini che  va compreso e accolto

Ore 11.30 circa: i bambini si lavano le mani, si riordinano per il pranzo.

Ore 12: Pranzo

Ore 12.45: i bambini vanno in bagno e si preparano a scendere in giardino o, nelle giornate di pioggia, negli ambienti attrezzati per il gioco. Attività di motricità fine (MONTESSORI)

Ore 13.45. i bambini tornano in sezione per il rilassamento: viene chiesto loro di impiegare il tempo a rilassarsi nell’angolo lettura o di accedere a giochi individuali. Il silenzio del rilassamento consente loro di raccogliersi in se stessi, di educarsi “allo stare da soli” impegnandosi in quello che scelgono o semplicemente godendo dell’”ozio”.

Ore 14.15: i bambini scendono ancora in giardino, ma a piccoli gruppi vengono orientati nel salone della psicomotricità per attività mirate: contesti per le regole e motricità grossa e fine.

Alle 15 i bambini vanno in bagno a riordinarsi, lavarsi le mani e salgono in sezione dove viene riproposto il circle time per scambiarsi parole, rilievi sulla giornata, commenti su quanto accaduto o per ascoltare favole e filastrocche musicali.

Alle 15.35 piccola merenda al tavolo e conversazione aspettando l’arrivo dei genitori

OBIETTIVO TRASVERSALE:

L’uso corretto della lingua italiana

Il primo obiettivo trasversale messo a tema è l’uso chiaro e corretto della lingua italiana. Le strategie utilizzate:

  1. Rivolgersi al bambino con un linguaggio il più possibile aderente alla realtà
  2. Utilizzo di termini appropriati
  3. Incrementare il vocabolario usando i termini introdotti all’interno di  contesti espressivi  quotidiani
  4. Creazione continuativa di un vocabolario di sezione
  5. Chiedere al bambino di formulare la frase completa se manca di elementi strutturali

 

PER CAPIRE LA METODOLOGIA IMPIEGATA

1)    Perché fin da subito ritmi e tempi precisi?

Perché lo spazio e il tempo diventano i “luoghi e i tempi dell’abitare” attraverso una routine stabile e rassicurante. I bambini accolgono le novità, gli stimoli solo a partire da un ambiente percepito sicuro e accogliente: in tal senso ritmi adeguati svolgono un potente ruolo mediatore tra sicurezza e sperimentazione, tra dipendenza e autonomia.

2)   Perché, ma soprattutto come presentare le regole ai bambini?

Perché nel confronto con le regole, il bambino sperimenta il conflitto tra i propri desideri e la realtà. Scopre anche le frustrazioni che derivano dal fatto che spesso la realtà non consente il soddisfacimento immediato del suo desiderio. Si tratta di importanti esperienze che hanno un grande valore educativo nella misura in cui permettono al bambino di distinguere sé rispetto agli altri e alla realtà al fine di  trovare una mediazione. Ma soprattutto gli consentono di accedere a una “dimensione di senso” scoprendo la conseguenza delle proprie azioni. Sul come presentare le regole ai bambini si accolgono le sollecitazioni di R. Brown e di L. Donsi. La regola viene proposta come esercizio di autonomia: agire in modo autonomo significa mettere in atto comportamenti CONFORMI ALLE PROPRIE NORME. Infatti vi sono comportamenti apparentemente adeguati che nascondono un processo disfunzionale basato sulla sottomissione e sulla paura: in questo caso la regola è osservata dal bambino solo in presenza di questi sentimenti e facilmente la regola viene infranta in assenza della figura autoritaria. Al contrario se la regola diventa norma interiore e viene percepita come strumento di rapporto funzionale con la realtà, essa permane in modo stabile. Per questo motivo il nostro orientamento si focalizza

a)    Sulla dimensione affettivo-emotiva: imbarazzo, rincrescimento, senso di colpa (calibrato in relazione all’età), soddisfazione, autostima, senso di efficacia è la vasta gamma delle emozioni che accompagnano il bambino nel rapporto con l’interiorizzazione della regola. Tali emozioni vengono accolte e riconosciute come basilari per l’accesso alla regola

b)   Sulla dimensione della conoscenza: nel proporre una regola vengono fornite spiegazioni chiare e adeguate evitando semplificazioni che non tengono conto del potenziale di significazione del bambino: inutile dire al bambino “Mi raccomando fai il bravo!” se non gli viene spiegato concretamente che cosa significa “fare il bravo”. Inutile dire “Non si fa” se non gli si mostra un’alternativa accettabile. Procediamo dunque nello smontare le espressioni “Fai il bravo”; “Stai composto” per consentire al bambino di accedere all’esperienza e all’alternativa Per questo motivo le attività sulle regole proposte ai bambini vengono di volta in volta accompagnate da simulazioni, drammatizzazioni e riflessioni.

c)    Sulla restituzione e sul riconoscimento dell’adulto mediante la disciplina e la valorizzazione: diversamente dalla punizione o dal castigo, la disciplina rispetta la capacità e l’autonomia del bambino e consiste in orientamenti regolativi quali chiedere al bambino di stare solo con se stesso per pensare: il pensare viene orientato dall’adulto con una serie di sollecitazioni affinché il bambino sia messo in grado di sperimentare strategie alternative e più funzionali. La gratificazione affettiva ed emotiva è il secondo strumento impiegato per l’interiorizzazione della norma.

L’atteggiamento educativo che ci sforziamo di perseguire non è improntato né sull’autoritarismo, né sul permissivismo ma piuttosto sull’autorevolezza orientativa:

  • proporre dei significati chiari e concreti di mediazione con la realtà
  • insegnare la possibilità che esiste un’alternativa
  • far sperimentare che l’alternativa può consentirci di stare meglio.

3) Perché dedicare molto tempo al gioco all’aperto?

Il primo e il più importante motivo è perché i bambini lo chiedono e lo avvertono come  un bisogno che va riconosciuto. In secondo motivo è che lo spazio all’aperto, più di qualsiasi altro ambiente consente al bambino di mettersi alla prova con i giusti rischi, le prove, i dislivelli, i salti, gli imprevisti, la competizione e il conflitto tra pari. Tutto ciò rappresenta per l’educatore una vasta materia in cui sentirsi impegnato: si tratta di occasioni  privilegiate per intervenire

  • Sulle paure dei bambini a misurarsi con l’arrampicata, il salto dalle scale, le cadute dalle biciclette e orientarli al controllo del corpo e dei riflessi
  • Sui conflitti e sulla competizione orientando i primi alla risoluzione pacifica, alla negoziazione, al compromesso e canalizzando la seconda a vivere la sconfitta e la frustrazione.
  • Sulla tolleranza del dolore al ginocchio se si è sbucciato con una caduta.

Ma è anche prezioso contesto per osservare:

  • Lo stile relazionale dei singoli bambini
  • La capacità di accettare o no la frustrazione
  • La disponibilità ad affrontare le paure
  • Il livello di faticabilità
Cosa sono le attività di LOGICA AGITA?

Sono attività di vita quotidiana legate alla cura della propria persona e dell’ambiente. Ogni attività di questo tipo viene svolta dai bambini con criteri logici e funzionali alla buona riuscita dell’operazione:

  • la piegatura delle bavaglie e delle salviette segue uno schema preciso che porta il bambino ad apprendere come un gioco la linea della simmetria, la sovrapposizione, la rotazione e la coincidenza degli estremi. Lo straordinario è che i bambini, svolto il lavoro, lo disfano più volte per il piacere di rifarlo.
  • La piegatura delle tovaglie a coppia
  • la pulizia dei tavoli: da sinistra verso destra
  • la pulizia dei residui di cibo sotto il tavolo che li porta a valutare il modo più funzionale per una corretta  impugnatura della scopa e della paletta coordinando il movimento di entrambe le mani.
  • La sovrapposizione delle seggiole che li porta a calcolare la bilanciatura del punto di presa e dell’incastro
  • Il riordino dei libri dal più grande al più piccolo per seriazione
  • Il riordino dei giochi per classificazione di insiemi.
  • L’apparecchiare, lo sparecchiare, il ripiegare la tovaglia. Per consentire a tutti i bambini di accedere alle attività vengono assegnati “gli incarichi” di apparecchiatore, sparecchiatore; vivandiere; versatore d’acqua. Ogni attività è funzionale ad operazioni cognitive: corretta successione, corrispondenza; numerazione e ad atteggiamenti sociali: attenzione ai bisogni di tutti i commensali, attesa e rispetto delle regole del pranzo.
L’ANGOLO DEI PIÙ PICCOLI:

Programmazione per l’inserimento dei piccoli:

Obiettivi:

  1. consentire al bambino un distacco sereno dalle figure parentali
  2. stabilire una relazione di fiducia con le educatrici di riferimento
  3. avviare il bambino alla relazione con i compagni di sezione attraverso la mediazione di un “grande” di riferimento che si propone come modello di imitazione
  4. prendere contatto con gli ambienti della scuola.
  5. osservazione sistematica del bambino al fine di progettare un piano educativo in relazione: alle autonomie, al gioco, al linguaggio, allo stile relazionale.
ATTIVITÀ PER I PICCOLI

Nella fase di inserimento, al fine di consentire una corretta osservazione, i bambini:

  • hanno la possibilità di muoversi con libertà nell’esplorazione guidata degli ambienti e del materiale messo a disposizione così come delle dinamiche relazionali tra i bimbi più grandi e tra questi ultimi e le educatrici.
  • vengono fatte loro semplici richieste di riordino invitandoli ad imitare, se necessario, quanto fanno i più grandi
  • sono invitati al dialogo con l’educatrice e ad esprime richieste in base ai loro bisogni
  • viene dato ampio spazio al movimento del corpo nello spazio.

La necessità per i bambini più piccoli di sentirsi accolti in un contesto protetto, con figure di riferimento chiare, ha motivato la scelta dell’inserimento in sezione mentre gli altri bambini sono raccolti in cerchio o già divisi in gruppo per le consuete attività. La tranquillità e l’ordine contribuiscono alla serenità del distacco e della “coccola” per stemperare le prime paure.