Proposta educativa – ottobre 2018

MESE DI OTTOBRE:

Tempo di programmazione.

LANCIO DELLA PROGRAMMAZIONE:

Prende il via la programmazione annuale dopo le consuete attività che hanno segnato il ritmo del tempo scolastico nel  mese precedente.

Il lancio della programmazione è stato realizzato in tre momenti significativi: l’evento, i segni, la storia

  1. L’evento si è concretizzato nella scoperta di una “tenda” che si è materializzata a scuola. La distanza, la collocazione inaccessibile per i bambini, i simboli sono stati studiati per creare la “sospensione dell’attesa” e per generare  l’emozione dell’”inatteso” come veicolo di curiosità conoscitiva
  2. I segni che i bambini hanno trovato all’ingresso delle tre sezioni sono  costituiti da sacchi di juta, archi e frecce, una rete da pescatore, un acchiappasogni, un cesto contenente erbe aromatiche, ritagli di stoffa. Lo scopo del segno è quello di sollecitare nel bambino il pensiero ipotetico che prevede alcune fasi: la descrizione, l’identificazione, la funzione, la formulazione di ipotesi in merito al chi al cosa e al come. I bambini sono stati invitati a chiarire il significato e la presenza di oggetti inusuali nella scuola.
  3. La storia: rappresenta lo sfondo integratore che contiene, giustifica e guida le attività di sezione e di laboratorio per tutto l’anno scolastico. Per dare forza alla narrazione essa è stata raccontata con un approccio teatrale: usando la tecnica mista delle ombre cinesi e della drammatizzazione realistica i bambini hanno assistito a teatro alla narrazione-rappresentazione. Il contenuto della storia si svolge in tre sequenze: 1) una situazione di armonia e benessere contestualizzata in un villaggio sulle rive di un lago 2) L’arrivo di una nebbia fitta dal nord che minaccia tale armonia 3) La consegna data a due bambini: Arret e Anul di intraprendere un lungo viaggio alla ricerca di quattro oggetti che uniti insieme potranno salvare il villaggio. La storia termina con l’inizio del viaggio che rappresenta anche l’inizio delle attività in cui i bambini saranno impegnati per aiutare i due protagonisti nell’impresa. Evento, segni usati nella rappresentazione e storia si sono dunque collegati in un quadro di insieme che i bambini hanno contribuito a definire per tappe significative. La tenda continuerà per qualche tempo a costituire il mediatore tra Arret e Anul e i bambini della Santa Giulia: nella tenda infatti troveranno messaggi dei due protagonisti sotto forma di richieste di aiuto consigli e prove da superare per rendere i bambini co-protagonisti della  loro impresa  Per favorire la comunicazione con i genitori, la rappresentazione è stata filmata e presto sarà disponibile nei modi che verranno comunicati.

Attività di sezione:

Obiettivi per i grandi:

  1. introduzione al concetto di sequenza narrativa come sequenza temporale di una storia: armonia iniziale, rottura dell’armonia, problematizzazione, soluzione del problema.

Strumenti e metodologia: approccio grafico, approccio narrativo, approccio drammatizzato

  • 2) Potenziamento linguistico: appropriarsi della parola e del suo significato mediante l’esperienza: la narrazione ha prodotto espressioni nuove: “lago placido” “donna della medicina” “segni della natura” “solo quello che basta” “accorato” “scrutare” “unguenti” “anima del villaggio” etc. Si tratta di espressioni che i bambini hanno accolto con attenzione in quanto prodotte dentro un contesto che per loro aveva un “senso” e dunque potenzialmente interessanti. Il loro significato verrà progressivamente svelato in modi diversi sia attraverso la mediazione esemplificativa, sia attraverso l’esperienza (si produrranno in sezione degli unguenti; si sperimenterà “quel che basta”; si farà “una caccia dei segni di……”)

Strumenti: avvicinamento al significato delle parole con brain storming, precisazione verbale, esperienza diretta del significato, mimica interpretativa.

Obiettivi per i mezzani:

  1. approccio alla storia mediante la definizione dei personaggi. I bambini sono invitati a definire la caratterizzazione fisica e psicologica dei protagonisti della storia drammatizzata in teatro e ad ampliare un possibile repertorio dei personaggi. Il lavoro mira a concentrare l’attenzione al corpo e al gesto che caratterizzano la persona. Obiettivo trasversale: potenziamento della conoscenza dello schema corporeo e un primo approccio alla lettura delle emozioni attraverso l’analisi del volto e dei gesti

Strumenti: approccio grafico; approccio esplorativo mediante il gioco del riconoscere attraverso la vista, l’udito e il tatto.

2. potenziamento linguistico. Alcune espressioni della storia che hanno un  riferimento oggettuale concreto  saranno riprese con i mezzani nella stessa modalità usata con i grandi

Obiettivi per i piccoli:

  1. consentire la comprensione della storia-contenitore attraverso una lettura alternativa. La storia sarà ripresa nel piccolo gruppo attraverso una scansione semplificata delle sequenze significative.

Strumenti: percorsi motori strutturati che i bambini saranno invitati a fare con il sottofondo delle ambientazioni, degli oggetti, delle musiche della narrazione.

 

Tali obiettivi specifici tengono conto di quelli trasversali su cui si è iniziato il lavoro ad ottobre:

  1. motricità grossa e fine
  2. logica agita
  3. comprensione e rispetto delle regole
  4. strategie per la soluzione del conflitto
  5. conoscenza ed espressione dei propri bisogni.

E HANNO PRESO IL VIA I LABORATORI:

LABORATORIO: LA MIA VOCE NELLO SPAZIO

Durata: tre incontri di 45 minuti ciascuno

Obiettivo 1): consapevolezza del potenziale della voce attraverso la domanda e l’esperienza:

da dove viene la nostra voce?

come si trasmette?

come viene percepita?

quanto spazio può attraversare?

come si può modulare?

I bambini sono invitati a riflettere attraverso la mediazione della storia sfondo che ci accompagna: “Arret e Anul si sono messi in viaggio, ma la coltre della nebbia spesso oscura la vista. Arret procede velocemente, Anul talvolta si attarda a raccogliere le erbe che la donna della medicina le ha insegnato ad usare. Nella nebbia i due bambini si tengono in contatto con la voce………”

Esperienze

  1. proposta di ascolto della massima estensione della voce con un brano lirico: “Vincerò” interpretato da L. Pavarotti e tratto dall’opera di Puccini “Turandot” Il significato del “vincerò” viene veicolato ai bambini in due modi:

a) la vittoria sulla propria paura ad esporsi agli altri attraverso la voce

b) la vittoria come tema costante che guida la motivazione di Arret e Anul (e dunque dei bambini stessi)

  • modulazione della voce su tre toni: basso medio e alto
  •  la voce si accende e si spegne passandosi i suoni in cerchio
  •  estensione e spegnimento della voce con il gioco del cerchio aperto e chiuso
  •  La voce e le vibrazioni sonore: i bambini si chiamano a distanze diversificate (vicino/lontano)
  •  Il corpo accompagna la voce: posizioni di chiusura, di posizione eretta, di apertura degli arti del corpo e tono di voce corrispondente. La voce segue il movimento del corpo: fermo, in camminata lenta, in camminata media e in camminata veloce.
  •  La voce riempie un palloncino immaginario modulandosi in modo continuo.
  •  L’onda delle macrostrutture: la voce crea l’armonia delle sequenze dal basso al medio all’alto seguendo le onde create con le macrostrutture.
  •  La scala: i bambini sono invitati a salire su una scala: ogni gradino corrisponde a una nota che esplode nell’ultimo gradino con il tono di massima estensione raggiunta dalla propria voce.

Obiettivo 2): Leggere la voce e le sue modulazioni  come espressione delle proprie emozioni

I bambini sono invitati a dare un’espressione vocale alle diverse posture del corpo che interpretano: la paura, la rabbia, la chiusura, la sorpresa, la gioia.

Modalità di svolgimento:

attraverso la drammatizzazione e la rappresentazione iconografica delle emozioni i bambini sono invitati a riconoscerle. Ad ognuna viene assegnata una modulazione della voce che viene messa in scena dai bambini stessi.

la voce a specchio: a coppia i bambini sono invitati ad imitare intensità, tono e modulazione della voce del compagno.

Per i grandi il laboratorio procede con lo sviluppo della proposta: “LA VOCE INTERIORE”. In programmazione